domenica 30 ottobre 2016

A spasso con Bob - A street cat named Bob


Questo mese ho letto un libro (anzi, due) che parla di un gatto. 
Cosa c’è di strano? Molte volte ho letto libri che parlano di gatti e/o di cani, e allora?
Beh, il fatto è che questo libro è diverso, perché racconta di come un gatto possa cambiarti la vita.
L’autore,  James Bowen, è un ex eroinomane che sta cercando di uscire dal tunnel della tossicodipendenza, la cui strada un giorno si incrocia con un gatto che lo sceglie come compagno di vita. È un gatto rosso, malmesso come lui, affamato e che necessita di cure. Lo trova nell’androne del condominio in cui vive. Sono due anime sole, che si incontrano, si riconoscono e si salvano. Sì, perché paradossalmente la domanda che ci si pone leggendo il libro è questa: chi salva chi? È James a salvare un gatto randagio e bisognoso di cure, oppure è Bob che salva James da se stesso rendendolo una persona migliore?

“…Bob e io eravamo anime ferite, ci eravamo incontrati dopo aver toccato il fondo e ci eravamo aiutati a curare le ferite delle nostre esistenze.”

La presenza del gatto Bob diventa fondamentale per James, uno stimolo per uscire definitivamente dalla tossicodipendenza, in quanto lo percepisce come un’opportunità, una seconda chance che la vita gli ha dato. Bob è qualcuno che dipende da lui, qualcuno di cui prendersi cura, una responsabilità. 
In cambio riceve amore incondizionato, cosa di cui aveva dimenticato l’esistenza, ma non solo. Lui, che ai più risultava invisibile, improvvisamente si ritrova ad attirare l’interesse delle persone grazie alla presenza di Bob. La gente si ferma, parla con lui, lo ascolta, e tutto questo grazie ad una palla di pelo che ha scelto lui come compagno di vita.
È divertente e sorprendente leggere dei comportamenti a volte bizzarri di questo simpatico gatto, alcuni lasciano letteralmente senza parole. Ma so per esperienza diretta che i gatti sono animali straordinari e che nulla dovrebbe stupirci con loro.

"I gatti sono creature misteriose.
Nelle loro menti c’è molto di più 
di quanto possiamo immaginare."  Sir Walter Scott

Il libro è scritto in modo semplice, una lettura facile ma che a livello empatico colpisce molto. Ci sono molti senzatetto sulle nostre strade, ma quanti di noi si soffermano a pensare a cosa sta dietro a quelle vite invisibili? Quasi nessuno, e tra questi includo anche me stessa. 

“…Tutto ciò porta, gradualmente, all’emarginazione. La gente non capisce che la mancanza di autostima e il profondo senso di disperazione che ti pervadono quando non hai un tetto sulla testa e sei costretto a suonare per strada o a vendere Big Issue, è in buona parte dovuto a questo. Tu vuoi far parte della società ma in effetti lei ti sta allontanando. E diventa un circolo vizioso.”  

Tutto questo per dire che un gatto o un cane possono veramente cambiare la vita, e quando la condividi con loro quello che ricevi in cambio non ha prezzo. Lo sa bene James Bowen, che grazie a Bob ha potuto riprendere in mano la propria esistenza e riconquistare la propria dignità.

“Bob mi aveva aiutato a credere di nuovo in me stesso e nel mondo che mi circondava. Mi aveva mostrato la speranza quando non riuscivo a vederla. E soprattutto mi aveva dato quell’amore incondizionato di cui tutti noi abbiamo bisogno.”
 
James Bowen e Bob
Le citazioni sono tratte da "Il mondo secondo Bob"
Il 9 novembre uscirà anche il film in cui Bob interpreta se stesso.

La locandina del film

mercoledì 28 settembre 2016

I Newyorkesi (di Cathleen Schine)

I Newyorkesi di Cathleen Schine

Ricordo ancora quando nel lontano 1996 acquistai un libro intitolato “La Lettera d’Amore” di una certa Cathleen Schine, scrittrice a me sconosciuta.
Mi piacque, e notai un modo particolare di scrivere, dove la storia non era soltanto una, ma erano una serie di storie di vari personaggi che si intrecciavano fra di loro, come i colori di un caleidoscopio. Purtroppo non ritrovai lo stesso fascino nei due libri successivi e quindi non lessi più nulla di suo.
Quando ho acquistato questo libro, oltre che dalla copertina e dal fatto che si parlasse di cani, sono stata attirata dall’autrice che conoscevo e che mi sembrava di intravedere nella trama riportata sulla quarta di copertina.
È vero che io sono di parte quando si parla di animali, però a me questo libro è piaciuto.
Se dovessi paragonarlo a qualcosa probabilmente lo paragonerei ad una tazza di tè o ad una cioccolata calda, quindi sicuramente qualcosa di piacevole e che ti lascia una traccia di vaga malinconia.
I protagonisti di questo libro sono gli abitanti di un quartiere molto tranquillo nell’Upper West Side di New York, vicino a Central Park, ma lo sono anche i loro cani con cui condividono le loro esistenze tra passeggiate e solitudine.
Ne emerge un ritratto della Grande Mela un po’ diverso da quello che vediamo di solito della metropoli frenetica e pulsante di vita.
Il quartiere diventa in qualche modo un piccolo villaggio, dove giorno dopo giorno queste persone si incrociano e nelle loro solitudini finiscono per trovare una sorta di serenità proprio nei gesti di tutti i giorni, a volte monotoni ed altre invece assolutamente spontanei, come quello di Everett che si ritrova ad acquistare un mazzo di tulipani gialli senza un reale motivo, per poi farne dono a Jody che vede passare con il suo cane al guinzaglio.
Le esistenze dei protagonisti e dei loro cani si intrecciano fino a dare vita ad una serie di situazioni che per certi versi cambieranno il loro modus vivendi e porteranno a decisioni definitive.
Una lettura che consiglio anche a chi non possiede animali, in quanto aiuta a capire il rapporto che si crea tra umano e animale nel momento in cui diventano un nucleo famigliare, perché è questo che sono: membri di una famiglia.

mercoledì 8 giugno 2016

Arte ed emozioni

"Marie Krøyer in Ravello" (1891)
By Peder Severin Krøyer, Norwegian-born Danish Artist (1851- 1909)
- oil on canvas -

venerdì 1 gennaio 2016

Il Concerto di Capodanno (quello vero...)

...Perché per me non è Capodanno senza il Concerto dei Wiener Philarmoniker di Vienna!
Da che ho memoria il mio scorrere degli anni è sempre stato rappresentato da quello, credo di non averne perso neanche uno.
I miei ricordi del 1° gennaio sono costellati di valzer viennesi: Sangue viennese, Vino donne e canto, Storielle del bosco viennese, Rose del Sud, Il Valzer dell'Imperatore, l'Ouverture del Pipistrello, Sul bel Danubio blu e l'immancabile Marcia di Radetzky! Li riporto in italiano, perché così sono nei miei ricordi, perché la RAI traduceva tutto, anche i Wiener Philarmoniker erano gli Amici della Musica di Vienna!
Ricordo un anno da bambina in cui ho passato l'ultimo dell'anno dalle suore che gestivano l'asilo in paese, e sono rimasta fino al pomeriggio del 1° Gennaio. Tanto ho urlato, strepitato e pianto che mi hanno dovuto accendere la televisione per vedere il Concerto!
Il primo capodanno con Gianni lo abbiamo passato a Parigi (per la cronaca: mai più in tutta la mia vita, neanche se mi pagano!!!). Il 1° gennaio siamo stati in hotel fino alle 13e45, per vedere il Concerto in TV!
Non ho mai amato molto festeggiare il Capodanno, sono sempre stata una gatta selvatica.
L'unico grande sogno che ho, relativamente al Capodanno, è quello di poterlo un giorno passare a Vienna per vedere il Concerto dei Wiener Philarmoniker dal vivo. 
Scusatemi se non sono campanilista, ma non c'è Fenice che tenga: per me il Concerto di Capodanno È e SARÀ sempre soltanto quello di Vienna.
Buon Anno a tutti!!!!!!!!!


 Kaiser Walzer

Radetzky March 

Rosen aus dem Süden

mercoledì 11 novembre 2015

San Martino

La nebbia agli irti colli...

San Martino (Giosuè Carducci)

La nebbia agli irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
urla e biancheggia il mare;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir dè tini
Va l'aspro odor de i vini
L'anime a rallegrar.
Gira sù ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l'uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d'uccelli neri,
Com'esuli pensieri,
Nel vespero migrar.

Oggi è San Martino e tutti quelli della mia generazione (e precedenti...) hanno studiato questa poesia. Purtroppo questa bella abitudine nelle scuole sta scomparendo. E non so se questo è un bene...
Mio marito mi ha anche ricordato che un proverbio recita: "San Martino castagne e vino", perché le castagne sono il classico frutto di novembre, da mangiarsi possibilmente davanti al fuoco, e questi sono i giorni del vino novello che con le castagne si sposa benissimo.

San Martino castagne e vino
 Io questa sera ho dovuto accontentarmi di un minestrone, ma provvederemo una delle prossime sere!


sabato 24 ottobre 2015

Coco Chanel, la moda e i suoi orrori

Chi mi conosce sa bene che come il 99,9% delle donne amo la moda, i bei vestiti, le scarpe, le borse e gli accessori.
Purtroppo guardando le sfilate, le riviste e navigando in rete, spesso mi sono resa conto che non sempre moda e bello coincidono.
Questa sera, stavo curiosando le bacheche di Pinterest che seguo e mi sono imbattuta in una fotografia che mi ha talmente scioccata da farmi decidere di pubblicare un post sul mio blog.

Allora, io non sono un guru della moda, ma cerco di vestirmi sempre in maniera appropriata e adatta alla circostanza. Amo indossare jeans e calzoni perché sono pratici, ma non disdegno gonne e tailleurs. So che se vado al supermercato non mi vesto come per andare ad un matrimonio e viceversa (quanti orrori si vedono in entrambi i casi!).

Il tailleur è quel particolare capo di abbigliamento che non manca mai (credo) nel guardaroba di una donna, e che in un certo senso fu "inventato" da Coco Chanel. Ho messo le virgolette perché Mademoiselle Coco è stata colei che lo ha reso un capo versatile, adatto ad ogni circostanza, cioè il tailleur come lo conosciamo oggi. 

Tengo però anche a ricordare che Coco Chanel rappresenta ancora oggi un modello di eleganza per tutte le donne.
Lei, che all'inizio divenne famosa per il suo stile rivoluzionario, ha rappresentato un punto di svolta per la moda femminile. 
I suoi cappellini di paglia con fiori di raso e seta (la camelia è ancora oggi il simbolo della Maison), i calzoni (vorrei ricordare che allora le donne indossavano la gonna anche per andare a cavallo), la maglieria (ancora oggi Chanel è nota per le sue creazioni in jersey), il tubino nero o LBD o PRN. 

Ma credo che mai, neppure nel suo incubo peggiore, avrebbe fatto uscire una donna conciata in questo modo!
Chanel - Spring 2016




Questa era Coco Chanel nel 1970:

Coco Chanel nel 1970
Questa donna ci ha insegnato una regola fondamentale dell'eleganza: prima di uscire, guardarsi allo specchio e togliere qualcosa. Perché eleganza non significa opulenza, ma come diceva Mademoiselle Coco:

"...l'eleganza è ridurre il tutto alla più chic, costosa, raffinata povertà."
(Storia illustrata della Moda e del costume - Laura Cocciolo, Davide Sala)

E secondo voi questa donna avrebbe vestito un'altra donna come la modella sopra? Io non penso...

Baci a tutte, e ricordatevi di lanciare sempre un occhio allo specchio prima di uscire!!!  

lunedì 12 ottobre 2015

"Ti meriti un amore" di Frida Kahlo


Ti meriti un amore che ti voglia
spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno
alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti
lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia
sentire sicura, in grado di mangiarsi il mondo
quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono
perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare
con te,
che trovi il paradiso ogni volta che
guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le
tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti
quando canti,
che ti appoggi quando fai la ridicola,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le
bugie
che ti porti il sogno,
il caffè
e la poesia.

Frida Kahlo

sabato 10 ottobre 2015

Compleanno in solitudine...

Ieri il mio blog, in completa solitudine, ha compiuto 5 anni!
Me ne sono resa conto oggi, e soltanto perché mio marito ha ricordato su Facebook il compleanno del suo blog, nato esattamente un giorno dopo il mio, ma sicuramente più vitale.
A questo punto ho pensato di pubblicare almeno un post celebrativo per ricordare questo evento, hai visto mai che mi torni la voglia di scrivere!
D'accordo, il mio blog è della Bilancia, ma io sono dei Pesci e l'arancio è il mio colore preferito!!!

venerdì 13 febbraio 2015

Chef per una notte

 Mio marito Gianni, grande appassionato di cucina e cuoco per passione, ha vinto (per la sezione antipasti) il concorso del Giornale di Brescia CHEF PER UNA NOTTE.
Ovviamente sono molto orgogliosa.
Bravo Tato!!!

I vincitori di CHEF PER UNA NOTTE




video

sabato 10 agosto 2013

Il sogno di volare

Fin da quando ero ragazzina avevo un sogno, il sogno di volare.
So che può sembrare strano, ma penso che un po' di questo desiderio di poter volare sia nato quando ho letto un libro che ho molto amato:
Il Gabbiano Jonathan Livingston.
Riguardo a questo libro ci sono molte scuole di pensiero e credo che chiunque l'abbia letto e amato vi abbia trovato qualcosa di diverso rispetto agli altri.
Considerate che quando lo lessi la prima volta avevo otto anni, e di conseguenza non ero in grado di recepire tutti i messaggi racchiusi in questo breve romanzo; però questo meraviglioso uccello che cercava di volare in modo perfetto ha fatto si che nei miei sogni di bambina il volo diventasse qualcosa di magico e bellissimo.
In seguito ho letto altri libri di Richard Bach, e indubbiamente questo non ha fatto altro che rafforzare la mia passione per il volo.
Crescendo mia mamma ha dovuto sopportare e tentare di spegnere ogni mia incursione in tutto ciò che riguardava il volo.
Ho iniziato a passare tanto tempo con il naso all'insù, guardando le scie lasciate dagli aerei, a sedici anni volevo prendere il brevetto di pilota, poi ho iniziato a sognare il deltaplano, il paracadute e il parapendio.

Non sono mai stata una grande sportiva, anzi direi che sono abbastanza pigra, ma la meraviglia e l'invidia che provavo quando vedevo il grandissimo Patrick de Gayardon ogni volta che portava a termine una delle sue imprese, non facevano altro che aumentare questo mio desiderio di “provare a volare”.
Patrick De Gayardon e la sua tuta alare
Nel 1996 andai in vacanza con un'amica a Juan Les Pins e, lontana dell'ala protettiva della mamma, ho avuto la mia prima e fino a sei giorni fa unica, incursione nel mondo del volo (ovviamente escludendo l'aereo). 
Dal molo dell'hotel in cui soggiornavo, ogni giorno c'erano persone che provavano l'emozione del parachute ascensionnel, che altro non è che il paracadute trainato dal motoscafo.
Ho tentato di convincere la mia amica in tutti i modi e quando ho visto che non ci sarebbe stato modo di convincerla a provarlo con me ho deciso di farlo da sola.
La ricordo ancora come un'esperienza bellissima che avrei tanto voluto ripetere.

Spesso ho detto a mio marito Gianni ed alle mie amiche che mi sarebbe piaciuto provare a lanciarmi “in tandem” o con il parapendio o con il paracadute, ma per un motivo o per l'altro si rimandava sempre, dicevo sempre “un giorno lo farò”.
E quel giorno è arrivato all'improvviso la scorsa settimana, quando la mia amica Barbara mi ha chiesto se ero disposta a lanciarmi con lei con il paracadute “in tandem”.
Mio marito mi ha detto subito che era la mia grande occasione, quella che inseguivo da una vita, e che sarei stata pazza a non coglierla al volo.
E così domenica 4 agosto 2013 alle 9 siamo partiti, destinazione Cremona, presso il campo dello Sky Team Cremona dove, grazie anche alla mia amica Barbara, ho vissuto un'esperienza meravigliosa che è assolutamente impossibile descrivere.

La mia caduta libera con Davide "il Bagnino"
Come si fa a spiegare a parole ciò che si prova a volare?!?


giovedì 27 giugno 2013

La figlia sbagliata - Jeffery Deaver


Thriller psicologico, abbastanza diverso dagli altri libri di Jeffery Deaver.
Un libro che esplora i sentimenti e i legami famigliari.
Oltre alla trama che ho trovato molto interessante, un elemento trainante nella storia è l'oratoria, l'abilità dei due protagonisti di riuscire ad incantare con le parole, parole che diventano arma, un'arma molto pericolosa.
Ed è questa l'arma utilizzata dal cattivo del nostro romanzo, il cui antagonista è il padre di Megan, avvocato a cui l'eloquio non difetta certamente.
Ho molto apprezzato questo lato della storia, in quanto raramente ci si sofferma a pensare a quanto possano essere pericolose le parole e su quanto possano ferire.
Le parole lasciano cicatrici invisibili ma indelebili dentro ognuno di noi, e ciononostante spesso le usiamo in modo improprio senza preoccuparci delle conseguenze.
La cosa che non mi è piaciuta per niente di questo libro (ma può essere una pecca della traduzione) è il modo (molto) maldestro di cercare di imitare il gergo degli adolescenti (certi dialoghi mi hanno riportato alla mente alcune parodie di Fiorello!)
Infatti mi auguro che:
1) sia appunto una pecca della traduzione
2) se esistono (e sottolineo il se) ragazzi che parlano così, siano veramente pochi!
È un libro che mi è piaciuto molto, e mi sento di consigliarlo; però non ci si aspetti un romanzo alla Lincoln Rhyme, anche se suspense e colpi di scena non mancano.

mercoledì 19 giugno 2013

22/11/63 di Stephen King

Grande scrittore! (il mio giudizio: da 1 a 10 è 9½)

Premetto che di Stephen King lessi più o meno quando uscì "Christine", poi più nulla in quanto non amo il genere horror.
In seguito ho visto films tratti dai suoi libri che mi sono piaciuti, e da lì il pensiero di provare a leggere qualcosa di suo.
Quando è uscito questo, ho pensato subito "ecco l'occasione che stavo aspettando!"
Amo molto i viaggi nel tempo, ed ecco che Stephen King scrive un libro di questo genere. L'ho lasciato in standby per un bel po' prima di decidermi, sempre con il dubbio che alla fine mi avrebbe deluso.
E invece... Ho scoperto un grande scrittore!
Potranno anche non piacermi gli horror, e sicuramente non leggerò tutto ciò che ha scritto, ma ragazzi, quest'uomo sa veramente scrivere, e molto bene anche!
Le descrizioni della provincia americana degli anni '50 per certi versi mi hanno ricordato la scrittura di Truman Capote in A sangue freddo.
Di questo libro cosa posso dire? È bello, è ben scritto, la storia è veramente intrigante, i personaggi ben delineati, ci trovate la Storia (quella vera del secolo scorso), un poco (veramente poco) di horror, una storia d'amore e molto altro.
Cosa mi ha lasciato? Il desiderio di rileggerlo tra un po' di tempo, e un piccolo insegnamento: non pensare mai Se non avessi fatto... Se non avessi detto... perché in realtà non possiamo sapere cosa sarebbe stato se... Magari sarebbe stato molto peggio, magari quello che al momento ci è sembrato una catastrofe in realtà è il male minore, e forse è stato meglio così!
Il mio consiglio? Un libro assolutamente da leggere!!!

A volte ritornano...

 Eccomi di ritorno.
All'inizio dell'anno tra i buoni propositi c'era anche quello di tornare a dedicare un po' di tempo al mio blog.
Ma il tempo è poco e la fantasia latita.
Allora ho pensato che potrei pubblicare le recensioni dei libri che leggo e che mi hanno particolarmente colpito.
Del resto, avevo già iniziato lo scorso anno esprimendo la mia opinione su alcuni libri che avevo letto.
Adesso spero di riuscire ad essere un po' più costante.
Quindi inizio subito con un libro che ho letto lo scorso marzo.
Fatemi sapere se vi piace questa mia decisione!



mercoledì 2 gennaio 2013

Vi presento un amico

Uno dei buoni propositi per il nuovo anno è quello di dedicare un po' di tempo al mio blog che ho molto trascurato.
Purtroppo sono un po' a corto di idee, in quanto presa da altre cose che devono essere risolte.
Quindi ho pensato di presentarvi un amico di FB amante quanto me dei gatti, nonché bravissimo fotografo, il cui soggetto preferito, manco a dirlo, sono gli amici-mici.
Lui è Paolo E. Bianco, e visto il periodo sono ancora in tempo per mostrarvi questo scatto natalizio di Dexter e Lumen! 

Dexter e Lumen

lunedì 31 dicembre 2012

lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale!!!

Auguro a tutti un Natale pieno di gioia e serenità!
Spero di tornare presto ad essere sufficientemente serena da poter ricominciare a scrivere sul mio blog.
Tanti Auguri!!!

mercoledì 10 ottobre 2012

Cinquanta sbavature di Gigio

Rossella Calabrò - Cinquanta sbavature di Gigio

Avendo fatto leggere il libro anche al Gigio personale, la recensione doveva essere effettuata a quattro mani.
Ma siccome sono stanca di aspettare che il Gigio in questione trovi il tempo per la recensione a quattro mani (del resto i Gigi non si smentiscono mai) ho deciso di scriverla io.
Le cose da dire sarebbero veramente tante, ma una su tutte è scritta sul risvolto di copertina: ...in fondo, ridere è la cosa più erotica che c'è.
Io confesso di aver avuto, a suo tempo, il mio Mr. Grey della situazione (e sono convinta che l'abbiamo avuto tutte), quello bellissimo (almeno ai nostri occhi) e bastardo, che più di così si muore.
Ma poi... un bel giorno è arrivato lui, il Gigio! E quando ci siamo incontrati era un Mr. Gigio, nel senso che era reale ma capace di farmi sognare come il Grey.
Ovviamente poi sono tornata con i piedi per terra e adesso è proprio IL GIGIO! e le caratteristiche ci sono tutte, o quasi.
Chiaramente il tutto è portato all'esasperazione.
Ho letto recensioni abbastanza "piccate" di donne che tengono a precisare che il loro marito è perfetto.
Forse per noi donne un po' più grandi risulta meno difficile vedere le caratteristiche del Gigio nel nostro compagno di vita, perché riusciamo a vederlo con occhi disincantati e posso affermare senza temere di essere smentita, che nessuna di noi fans del Gigio è sposata con Fantozzi o con Homer Simpson.
Comunque il mio Gigio ed io ci siamo fatti delle belle risate leggendo insieme questo libro, anche perché il vero Gigio deve possedere una buona dose di autoironia, altrimenti non c'è gusto.
Concludo ringraziando Rossella Calabrò per averci riportate tutte con i piedi per terra (ove fosse necessario...) perché con molta intelligenza e altrettanta ironia ci ha fatto capire quanto siamo fortunate a NON AVERE un Mr. Grey ma un Gigio vero, che ci fà inc....re (spesso) ma anche ridere!
p.s. - volevo solo dire che una delle mie sbavature preferite è la *27*, leggendola ho pianto... dalle risate!!!

sabato 21 luglio 2012

Cinquanta sfumature di nero: la recensione


Come già spiegato nella recensione del primo libro, chi inizia a leggerlo pensando di trovarsi di fronte a chissà quale capolavoro della letteratura, non ha capito un emerito tubo! Un libro come questo non è niente più di un romance come tanti, condito con un po' di sesso alternativo.
Ribadisco, svolge appieno la sua funzione di libro da vacanza.
Le domande che mi pongo leggendo le altre recensioni sono: "Possibile che un libro che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, qui da noi abbia un sacco di giudizi negativi?" E poi: "Se non vi è piaciuto il primo, perché avete deciso di leggere il secondo?".
Le risposte stanno nei diversi modelli di lettrici, da quelle che sono troppo bacchettone per fare qualcosa di diverso dalla posizione del missionario a quelle che si vogliono distinguere, perché non possono dire di non averlo letto ma non possono neppure macchiarsi della vergogna di dire che è loro piaciuto. Ho notato una recensione in particolare, di una anobiana con più di 300 libri, tutti già letti, dei quali non ha redatto nessuna recensione né assegnato nessuna stellina, ad eccezione di questo libro, chissà perché.
Pensate veramente che questo libro sia meno credibile di quei romance con duchi, conti e lord e chi più ne ha più ne metta, dove ovviamente non può mancare la fanciulla vergine che deve riottenere ciò che le è stato sottratto dai suddetti, i quali sono dei bastardi assoluti fino al giorno in cui incontrano la damigella in questione e naturalmente se ne innamorano perdutamente, ma non possono ammetterlo per almeno altre 400 pagine!
Almeno qui la fanciulla vergine (sono poche, ma ci sono ancora...) ha la possibilità di documentarsi, sa che esistono i profilattici e anche i ginecologi e se non rimane incinta non è soltanto una questione di culo (e non cercate di cogliere doppi sensi...).
E l'Adone in questione ce l'avrà un difetto? È bello come un dio, è ricco sfondato, è sempre pronto a soddisfare sessualmente la fanciulla (ma chi non lo è a 27 anni?!?). Ma vi pare un difetto da poco quello che vi ha spinto a leggere il libro? Perché alla fine è questo il motivo per cui tante l'hanno letto: la curiosità verso il sesso estremo, che per altro alla fine del secondo libro non ho ancora trovato, a meno che giudichiate sesso estremo due sculacciate!
Ok, è la favola di una Cenerentola moderna che incontra un Principe Azzurro psicologicamente disturbato. Ma a questo punto le faccio io un paio di domande: qualcuna di voi ha mai detto che la favola di Cenerentola è una c.....a colossale? Non credo, anzi continuate a propinarla alle vostre figlie.
E vogliamo parlare dei problemi psicologici del Principe Azzurro che passa giorni interi a vagare per il regno con una scarpetta di cristallo in mano (ma avete mai pensato come sia possibile ballare con delle scarpe di cristallo?!?) sperando di trovare la fanciulla misteriosa che l'ha persa! Ed è convinto di trovarla in questo modo! Perché ovviamente al mondo c'è soltanto lei a cui può andar bene, non siete d'accordo?
Quindi, per concludere, prendete questa trilogia per quello che è, niente di più e niente di meno, e giudicatela in maniera obiettiva sulle basi di quello che deve offrire, una lettura leggera, tipicamente estiva, la versione per noi adulte della favola di Cenerentola, e non cercate di paragonarla a Jane Austen o a qualche premio Nobel per la letteratura, perché non è, e neppure ha la pretesa di essere né l'uno né l'altro.
E... se non vi è piaciuto il primo libro, e il secondo ancora meno, evitate di fare le masochiste leggendo anche il terzo, perché altrimenti rischiate di provare piacere quando a Christian prudono le mani!!!!!