mercoledì 31 maggio 2017

Ma che buone le ciliegie!!!


C'è qualcuno che non ama le ciliegie? Boh, forse sì, ma non credo siano molti. A me piacciono da morire! Quando comincio a mangiarle non smetterei più. Con il loro colore rosso intenso e la loro polpa carnosa e dolce, le ciliegie sono sicuramente uno dei più gustosi peccati di gola (chissà perché Eva rubò una mela invece delle ciliegie...).
Non a caso si  dice che "una ciliegia tira l'altra", e che "chi è ghiotto di ciliegie sale lesto sugli alberi". Sono tanti i modi di dire legati alle ciliegie, poeti e scrittori si sono ispirati a questo frutto:
Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi.
[Quiero hacer contigo lo que la primavera hace con los cerezos]. Pablo Neruda
La vita è una ciliegia / La morte il suo nòcciolo / L'amore il ciliegio.
[La vie est une cerise / La mort est un noyau / L'amour un cerisier]. Jacques Prévert
Da bambino volevo guarire i ciliegi
quando rossi di frutti li credevo feriti... Fabrizio De André
Nell'antica Grecia la ciliegia era il simbolo di Venere, per questo motivo porterebbe fortuna agli innamorati. Nei paesi nordici invece per il suo colore rosso è considerata frutto del peccato. Fra le tante leggende che girano attorno a questo frutto, quella che più mi affascina viene dal Giappone, dove il ciliegio è oggetto di culto. Il colore rosato dei suoi fiori (Sakura) sarebbe dato dal sangue dei samurai caduti in battaglia e sepolti all'ombra dei ciliegi. Durante lo Hanami (Festa dei Ciliegi in Fiore) "...si rende grazie agli dei per la promessa che portano di una felicità che prefigura la beatitudine eterna. Fragile, effimera, la figura del ciliegio simboleggia anche la precarietà dell'esistenza terrestre, da cui un giorno bisognerà staccarsi, e la ciliegia rosso sangue è diventata l'emblema del samurai, sempre pronto a sacrificare la propria vita." (Storie e leggende degli alberi - Jacques Brosse).
Tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero - Proverbio giapponese

Oggi il Calendario del Cibo italiano celebra la Giornata Nazionale delle Ciliegie.
Per non smentirmi, mi sono cimentata in un dolce: la Torta morbidissima alle Ciliegie.

Mi sono imbattuta in questa fantastica ricetta sul blog La Cuoca Dentro, e ho provato a rifarla apportando solo tre piccole modifiche, che riporto con un asterisco.

Ingredienti
180 g di farina 00
50 g di fecola di patate
120 g di zucchero semolato
2 uova
80 g di olio di semi
80 g di latte
400 g di ciliegie snocciolate
1 bustina di lievito per dolci
buccia grattugiata di limone q.b. *(io ho usato invece una bacca di vaniglia)
1 pizzico di sale

In una ciotola montate le uova con lo zucchero fino a che non diventano gonfie e spumose.
Unite a filo l’olio, la farina setacciata con la fecola ed il lievito alternandoli con il latte.
Profumate con la buccia di limone (nel mio caso con la vaniglia) ed aggiungete un pizzico di sale.
Infarinate leggermente la metà delle ciliegie ed unitele al composto.
Versatelo in uno stampo di 22/24 cm di diametro rivestito con carta forno.
Ricoprite la superficie del dolce con le ciliegie rimanenti *(io ho aggiunto anche dello zucchero di canna) ed infornate a 170° per circa 40 minuti.Verificate comunque la cottura con uno stecchino di legno. *Io ho servito la torta con una spolverata di zucchero a velo.

 

4 commenti:

Rossella Campa ha detto...

Variante dolcissima da provare; le ciliegie ci sono e la tua ricetta l'ho già copiata :-D

Gianni Senaldi ha detto...

Ottima. Veramente gusto anche per uno come me che non ama particolarmente i dolci. Brava Manu, stai tornando in forma (in cucina intendo).

Patrizia Malomo ha detto...

E' da stamattina che la adocchio. Decisamente confortante e belllssima.
Sarà presto mia.
Un abbraccio

Angela Strati ha detto...

Copio e porto a casa. Mi sa che la proverò presto.