Chi mi conosce sa bene che come il 99,9% delle donne amo la moda, i bei vestiti, le scarpe, le borse e gli accessori.
Purtroppo guardando le sfilate, le riviste e navigando in rete, spesso mi sono resa conto che non sempre moda e bello coincidono.
Questa sera, stavo curiosando le bacheche di Pinterest che seguo e mi sono imbattuta in una fotografia che mi ha talmente scioccata da farmi decidere di pubblicare un post sul mio blog.
Allora,
io non sono un guru della moda, ma cerco di vestirmi sempre
in maniera appropriata e adatta alla circostanza. Amo indossare jeans e
calzoni perché sono pratici, ma non disdegno gonne e tailleurs. So che se vado al supermercato non mi vesto come per andare ad un matrimonio e viceversa (quanti orrori si vedono in entrambi i casi!).
Il tailleur è quel particolare capo di abbigliamento che non manca mai (credo) nel guardaroba di una donna, e che in un certo senso fu "inventato" da Coco Chanel. Ho messo le virgolette perché Mademoiselle Coco è stata colei che lo ha reso un capo versatile, adatto ad ogni circostanza, cioè il tailleur come lo conosciamo oggi.
Tengo però anche a ricordare che Coco Chanel rappresenta ancora oggi un modello di eleganza
per tutte le donne.
Lei, che all'inizio divenne famosa per il suo stile
rivoluzionario, ha rappresentato un punto di svolta per la moda
femminile.
I suoi cappellini di paglia con fiori di raso e seta (la camelia è ancora oggi il simbolo della Maison), i
calzoni (vorrei ricordare che allora le donne indossavano la gonna anche
per andare a cavallo), la maglieria (ancora
oggi Chanel è nota per le sue creazioni in jersey), il tubino nero o LBD o PRN.
Ma credo che mai,
neppure nel suo incubo peggiore, avrebbe fatto uscire una donna conciata in questo modo!
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| Chanel - Spring 2016 |
Questa era Coco Chanel nel 1970:
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| Coco Chanel nel 1970 |
Questa donna ci ha insegnato una regola fondamentale dell'eleganza: prima di uscire, guardarsi allo specchio e togliere qualcosa. Perché eleganza non significa opulenza, ma come diceva Mademoiselle Coco:
"...l'eleganza è ridurre il tutto alla più chic, costosa, raffinata povertà."
(Storia illustrata della Moda e del costume - Laura Cocciolo, Davide Sala)
Baci a tutte, e ricordatevi di lanciare sempre un occhio allo specchio prima di uscire!!!


























Ma siccome sono stanca di aspettare che il Gigio in questione trovi il tempo per la recensione a quattro mani (del resto i Gigi non si smentiscono mai) ho deciso di scriverla io.
Le cose da dire sarebbero veramente tante, ma una su tutte è scritta sul risvolto di copertina: ...in fondo, ridere è la cosa più erotica che c'è.
Io confesso di aver avuto, a suo tempo, il mio Mr. Grey della situazione (e sono convinta che l'abbiamo avuto tutte), quello bellissimo (almeno ai nostri occhi) e bastardo, che più di così si muore.
Ma poi... un bel giorno è arrivato lui, il Gigio! E quando ci siamo incontrati era un Mr. Gigio, nel senso che era reale ma capace di farmi sognare come il Grey.
Ovviamente poi sono tornata con i piedi per terra e adesso è proprio IL GIGIO! e le caratteristiche ci sono tutte, o quasi.
Chiaramente il tutto è portato all'esasperazione.
Ho letto recensioni abbastanza "piccate" di donne che tengono a precisare che il loro marito è perfetto.
Forse per noi donne un po' più grandi risulta meno difficile vedere le caratteristiche del Gigio nel nostro compagno di vita, perché riusciamo a vederlo con occhi disincantati e posso affermare senza temere di essere smentita, che nessuna di noi fans del Gigio è sposata con Fantozzi o con Homer Simpson.
Comunque il mio Gigio ed io ci siamo fatti delle belle risate leggendo insieme questo libro, anche perché il vero Gigio deve possedere una buona dose di autoironia, altrimenti non c'è gusto.
Concludo ringraziando Rossella Calabrò per averci riportate tutte con i piedi per terra (ove fosse necessario...) perché con molta intelligenza e altrettanta ironia ci ha fatto capire quanto siamo fortunate a NON AVERE un Mr. Grey ma un Gigio vero, che ci fà inc....re (spesso) ma anche ridere!
p.s. - volevo solo dire che una delle mie sbavature preferite è la *27*, leggendola ho pianto... dalle risate!!!