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giovedì 24 agosto 2017

Consigli di (non) lettura: L'uomo di casa di Romano De Marco

Essendo a casa con la spalla fuori uso, non ho molte cose da poter fare oltre a leggere e guardare la TV.
 Fra i libri usciti recentemente di cui ho letto delle buone recensioni vi è "L'uomo di casa" di Romano De Marco, autore a me sconosciuto ma che viene considerato il nuovo Scerbanenco (notizie trovate in rete).
Ok, perché no? È un thriller, e a me piacciono i thriller, e poi per cambiare è scritto da un italiano, magari si rivela bravo come Donato Carrisi.
Bene, come ha scritto qualcuno su anobii, se piace il minestrone... Questa è la mia recensione.
Ottima l'idea di base, purtroppo sviluppata male in un libro che si perde in un linguaggio stereotipato, utilizzato per riempire i vuoti di narrazione. I personaggi sono abbastanza prevedibili (ho capito chi fosse Lilith praticamente subito, per non parlare dell'epilogo con capitolo rivelatore che rivela l'ovvio), inoltre c'è una mescolanza di stili di cui non riesco a capacitarmi, come se l'autore fosse indeciso su come sviluppare la storia o come se fossero più persone a scriverla: un po' giallo, un po' thriller psicologico, per finire nel fumettone americano con tanto di servizi segreti! Forse sarebbe il caso che l'autore cercasse di capire quale di questi generi gli è più congeniale invece di mischiarli in un unico libro.
Personalmente non lo consiglio.

domenica 30 ottobre 2016

A spasso con Bob - A street cat named Bob


Questo mese ho letto un libro (anzi, due) che parla di un gatto. 
Cosa c’è di strano? Molte volte ho letto libri che parlano di gatti e/o di cani, e allora?
Beh, il fatto è che questo libro è diverso, perché racconta di come un gatto possa cambiarti la vita.
L’autore,  James Bowen, è un ex eroinomane che sta cercando di uscire dal tunnel della tossicodipendenza, la cui strada un giorno si incrocia con un gatto che lo sceglie come compagno di vita. È un gatto rosso, malmesso come lui, affamato e che necessita di cure. Lo trova nell’androne del condominio in cui vive. Sono due anime sole, che si incontrano, si riconoscono e si salvano. Sì, perché paradossalmente la domanda che ci si pone leggendo il libro è questa: chi salva chi? È James a salvare un gatto randagio e bisognoso di cure, oppure è Bob che salva James da se stesso rendendolo una persona migliore?

“…Bob e io eravamo anime ferite, ci eravamo incontrati dopo aver toccato il fondo e ci eravamo aiutati a curare le ferite delle nostre esistenze.”

La presenza del gatto Bob diventa fondamentale per James, uno stimolo per uscire definitivamente dalla tossicodipendenza, in quanto lo percepisce come un’opportunità, una seconda chance che la vita gli ha dato. Bob è qualcuno che dipende da lui, qualcuno di cui prendersi cura, una responsabilità. 
In cambio riceve amore incondizionato, cosa di cui aveva dimenticato l’esistenza, ma non solo. Lui, che ai più risultava invisibile, improvvisamente si ritrova ad attirare l’interesse delle persone grazie alla presenza di Bob. La gente si ferma, parla con lui, lo ascolta, e tutto questo grazie ad una palla di pelo che ha scelto lui come compagno di vita.
È divertente e sorprendente leggere dei comportamenti a volte bizzarri di questo simpatico gatto, alcuni lasciano letteralmente senza parole. Ma so per esperienza diretta che i gatti sono animali straordinari e che nulla dovrebbe stupirci con loro.

"I gatti sono creature misteriose.
Nelle loro menti c’è molto di più 
di quanto possiamo immaginare."  Sir Walter Scott

Il libro è scritto in modo semplice, una lettura facile ma che a livello empatico colpisce molto. Ci sono molti senzatetto sulle nostre strade, ma quanti di noi si soffermano a pensare a cosa sta dietro a quelle vite invisibili? Quasi nessuno, e tra questi includo anche me stessa. 

“…Tutto ciò porta, gradualmente, all’emarginazione. La gente non capisce che la mancanza di autostima e il profondo senso di disperazione che ti pervadono quando non hai un tetto sulla testa e sei costretto a suonare per strada o a vendere Big Issue, è in buona parte dovuto a questo. Tu vuoi far parte della società ma in effetti lei ti sta allontanando. E diventa un circolo vizioso.”  

Tutto questo per dire che un gatto o un cane possono veramente cambiare la vita, e quando la condividi con loro quello che ricevi in cambio non ha prezzo. Lo sa bene James Bowen, che grazie a Bob ha potuto riprendere in mano la propria esistenza e riconquistare la propria dignità.

“Bob mi aveva aiutato a credere di nuovo in me stesso e nel mondo che mi circondava. Mi aveva mostrato la speranza quando non riuscivo a vederla. E soprattutto mi aveva dato quell’amore incondizionato di cui tutti noi abbiamo bisogno.”
 
James Bowen e Bob
Le citazioni sono tratte da "Il mondo secondo Bob"
Il 9 novembre uscirà anche il film in cui Bob interpreta se stesso.

La locandina del film

mercoledì 28 settembre 2016

I Newyorkesi (di Cathleen Schine)

I Newyorkesi di Cathleen Schine

Ricordo ancora quando nel lontano 1996 acquistai un libro intitolato “La Lettera d’Amore” di una certa Cathleen Schine, scrittrice a me sconosciuta.
Mi piacque, e notai un modo particolare di scrivere, dove la storia non era soltanto una, ma erano una serie di storie di vari personaggi che si intrecciavano fra di loro, come i colori di un caleidoscopio. Purtroppo non ritrovai lo stesso fascino nei due libri successivi e quindi non lessi più nulla di suo.
Quando ho acquistato questo libro, oltre che dalla copertina e dal fatto che si parlasse di cani, sono stata attirata dall’autrice che conoscevo e che mi sembrava di intravedere nella trama riportata sulla quarta di copertina.
È vero che io sono di parte quando si parla di animali, però a me questo libro è piaciuto.
Se dovessi paragonarlo a qualcosa probabilmente lo paragonerei ad una tazza di tè o ad una cioccolata calda, quindi sicuramente qualcosa di piacevole e che ti lascia una traccia di vaga malinconia.
I protagonisti di questo libro sono gli abitanti di un quartiere molto tranquillo nell’Upper West Side di New York, vicino a Central Park, ma lo sono anche i loro cani con cui condividono le loro esistenze tra passeggiate e solitudine.
Ne emerge un ritratto della Grande Mela un po’ diverso da quello che vediamo di solito della metropoli frenetica e pulsante di vita.
Il quartiere diventa in qualche modo un piccolo villaggio, dove giorno dopo giorno queste persone si incrociano e nelle loro solitudini finiscono per trovare una sorta di serenità proprio nei gesti di tutti i giorni, a volte monotoni ed altre invece assolutamente spontanei, come quello di Everett che si ritrova ad acquistare un mazzo di tulipani gialli senza un reale motivo, per poi farne dono a Jody che vede passare con il suo cane al guinzaglio.
Le esistenze dei protagonisti e dei loro cani si intrecciano fino a dare vita ad una serie di situazioni che per certi versi cambieranno il loro modus vivendi e porteranno a decisioni definitive.
Una lettura che consiglio anche a chi non possiede animali, in quanto aiuta a capire il rapporto che si crea tra umano e animale nel momento in cui diventano un nucleo famigliare, perché è questo che sono: membri di una famiglia.

giovedì 27 giugno 2013

La figlia sbagliata - Jeffery Deaver


Thriller psicologico, abbastanza diverso dagli altri libri di Jeffery Deaver.
Un libro che esplora i sentimenti e i legami famigliari.
Oltre alla trama che ho trovato molto interessante, un elemento trainante nella storia è l'oratoria, l'abilità dei due protagonisti di riuscire ad incantare con le parole, parole che diventano arma, un'arma molto pericolosa.
Ed è questa l'arma utilizzata dal cattivo del nostro romanzo, il cui antagonista è il padre di Megan, avvocato a cui l'eloquio non difetta certamente.
Ho molto apprezzato questo lato della storia, in quanto raramente ci si sofferma a pensare a quanto possano essere pericolose le parole e su quanto possano ferire.
Le parole lasciano cicatrici invisibili ma indelebili dentro ognuno di noi, e ciononostante spesso le usiamo in modo improprio senza preoccuparci delle conseguenze.
La cosa che non mi è piaciuta per niente di questo libro (ma può essere una pecca della traduzione) è il modo (molto) maldestro di cercare di imitare il gergo degli adolescenti (certi dialoghi mi hanno riportato alla mente alcune parodie di Fiorello!)
Infatti mi auguro che:
1) sia appunto una pecca della traduzione
2) se esistono (e sottolineo il se) ragazzi che parlano così, siano veramente pochi!
È un libro che mi è piaciuto molto, e mi sento di consigliarlo; però non ci si aspetti un romanzo alla Lincoln Rhyme, anche se suspense e colpi di scena non mancano.

mercoledì 19 giugno 2013

22/11/63 di Stephen King

Grande scrittore! (il mio giudizio: da 1 a 10 è 9½)

Premetto che di Stephen King lessi più o meno quando uscì "Christine", poi più nulla in quanto non amo il genere horror.
In seguito ho visto films tratti dai suoi libri che mi sono piaciuti, e da lì il pensiero di provare a leggere qualcosa di suo.
Quando è uscito questo, ho pensato subito "ecco l'occasione che stavo aspettando!"
Amo molto i viaggi nel tempo, ed ecco che Stephen King scrive un libro di questo genere. L'ho lasciato in standby per un bel po' prima di decidermi, sempre con il dubbio che alla fine mi avrebbe deluso.
E invece... Ho scoperto un grande scrittore!
Potranno anche non piacermi gli horror, e sicuramente non leggerò tutto ciò che ha scritto, ma ragazzi, quest'uomo sa veramente scrivere, e molto bene anche!
Le descrizioni della provincia americana degli anni '50 per certi versi mi hanno ricordato la scrittura di Truman Capote in A sangue freddo.
Di questo libro cosa posso dire? È bello, è ben scritto, la storia è veramente intrigante, i personaggi ben delineati, ci trovate la Storia (quella vera del secolo scorso), un poco (veramente poco) di horror, una storia d'amore e molto altro.
Cosa mi ha lasciato? Il desiderio di rileggerlo tra un po' di tempo, e un piccolo insegnamento: non pensare mai Se non avessi fatto... Se non avessi detto... perché in realtà non possiamo sapere cosa sarebbe stato se... Magari sarebbe stato molto peggio, magari quello che al momento ci è sembrato una catastrofe in realtà è il male minore, e forse è stato meglio così!
Il mio consiglio? Un libro assolutamente da leggere!!!

mercoledì 10 ottobre 2012

Cinquanta sbavature di Gigio

Rossella Calabrò - Cinquanta sbavature di Gigio

Avendo fatto leggere il libro anche al Gigio personale, la recensione doveva essere effettuata a quattro mani.
Ma siccome sono stanca di aspettare che il Gigio in questione trovi il tempo per la recensione a quattro mani (del resto i Gigi non si smentiscono mai) ho deciso di scriverla io.
Le cose da dire sarebbero veramente tante, ma una su tutte è scritta sul risvolto di copertina: ...in fondo, ridere è la cosa più erotica che c'è.
Io confesso di aver avuto, a suo tempo, il mio Mr. Grey della situazione (e sono convinta che l'abbiamo avuto tutte), quello bellissimo (almeno ai nostri occhi) e bastardo, che più di così si muore.
Ma poi... un bel giorno è arrivato lui, il Gigio! E quando ci siamo incontrati era un Mr. Gigio, nel senso che era reale ma capace di farmi sognare come il Grey.
Ovviamente poi sono tornata con i piedi per terra e adesso è proprio IL GIGIO! e le caratteristiche ci sono tutte, o quasi.
Chiaramente il tutto è portato all'esasperazione.
Ho letto recensioni abbastanza "piccate" di donne che tengono a precisare che il loro marito è perfetto.
Forse per noi donne un po' più grandi risulta meno difficile vedere le caratteristiche del Gigio nel nostro compagno di vita, perché riusciamo a vederlo con occhi disincantati e posso affermare senza temere di essere smentita, che nessuna di noi fans del Gigio è sposata con Fantozzi o con Homer Simpson.
Comunque il mio Gigio ed io ci siamo fatti delle belle risate leggendo insieme questo libro, anche perché il vero Gigio deve possedere una buona dose di autoironia, altrimenti non c'è gusto.
Concludo ringraziando Rossella Calabrò per averci riportate tutte con i piedi per terra (ove fosse necessario...) perché con molta intelligenza e altrettanta ironia ci ha fatto capire quanto siamo fortunate a NON AVERE un Mr. Grey ma un Gigio vero, che ci fà inc....re (spesso) ma anche ridere!
p.s. - volevo solo dire che una delle mie sbavature preferite è la *27*, leggendola ho pianto... dalle risate!!!

sabato 21 luglio 2012

Cinquanta sfumature di nero: la recensione


Come già spiegato nella recensione del primo libro, chi inizia a leggerlo pensando di trovarsi di fronte a chissà quale capolavoro della letteratura, non ha capito un emerito tubo! Un libro come questo non è niente più di un romance come tanti, condito con un po' di sesso alternativo.
Ribadisco, svolge appieno la sua funzione di libro da vacanza.
Le domande che mi pongo leggendo le altre recensioni sono: "Possibile che un libro che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, qui da noi abbia un sacco di giudizi negativi?" E poi: "Se non vi è piaciuto il primo, perché avete deciso di leggere il secondo?".
Le risposte stanno nei diversi modelli di lettrici, da quelle che sono troppo bacchettone per fare qualcosa di diverso dalla posizione del missionario a quelle che si vogliono distinguere, perché non possono dire di non averlo letto ma non possono neppure macchiarsi della vergogna di dire che è loro piaciuto. Ho notato una recensione in particolare, di una anobiana con più di 300 libri, tutti già letti, dei quali non ha redatto nessuna recensione né assegnato nessuna stellina, ad eccezione di questo libro, chissà perché.
Pensate veramente che questo libro sia meno credibile di quei romance con duchi, conti e lord e chi più ne ha più ne metta, dove ovviamente non può mancare la fanciulla vergine che deve riottenere ciò che le è stato sottratto dai suddetti, i quali sono dei bastardi assoluti fino al giorno in cui incontrano la damigella in questione e naturalmente se ne innamorano perdutamente, ma non possono ammetterlo per almeno altre 400 pagine!
Almeno qui la fanciulla vergine (sono poche, ma ci sono ancora...) ha la possibilità di documentarsi, sa che esistono i profilattici e anche i ginecologi e se non rimane incinta non è soltanto una questione di culo (e non cercate di cogliere doppi sensi...).
E l'Adone in questione ce l'avrà un difetto? È bello come un dio, è ricco sfondato, è sempre pronto a soddisfare sessualmente la fanciulla (ma chi non lo è a 27 anni?!?). Ma vi pare un difetto da poco quello che vi ha spinto a leggere il libro? Perché alla fine è questo il motivo per cui tante l'hanno letto: la curiosità verso il sesso estremo, che per altro alla fine del secondo libro non ho ancora trovato, a meno che giudichiate sesso estremo due sculacciate!
Ok, è la favola di una Cenerentola moderna che incontra un Principe Azzurro psicologicamente disturbato. Ma a questo punto le faccio io un paio di domande: qualcuna di voi ha mai detto che la favola di Cenerentola è una c.....a colossale? Non credo, anzi continuate a propinarla alle vostre figlie.
E vogliamo parlare dei problemi psicologici del Principe Azzurro che passa giorni interi a vagare per il regno con una scarpetta di cristallo in mano (ma avete mai pensato come sia possibile ballare con delle scarpe di cristallo?!?) sperando di trovare la fanciulla misteriosa che l'ha persa! Ed è convinto di trovarla in questo modo! Perché ovviamente al mondo c'è soltanto lei a cui può andar bene, non siete d'accordo?
Quindi, per concludere, prendete questa trilogia per quello che è, niente di più e niente di meno, e giudicatela in maniera obiettiva sulle basi di quello che deve offrire, una lettura leggera, tipicamente estiva, la versione per noi adulte della favola di Cenerentola, e non cercate di paragonarla a Jane Austen o a qualche premio Nobel per la letteratura, perché non è, e neppure ha la pretesa di essere né l'uno né l'altro.
E... se non vi è piaciuto il primo libro, e il secondo ancora meno, evitate di fare le masochiste leggendo anche il terzo, perché altrimenti rischiate di provare piacere quando a Christian prudono le mani!!!!!

giovedì 5 luglio 2012

Cinquanta sfumature...

Ebbene sì, devo ammettere che anch'io sono caduta vittima del fascino da "bello e dannato" di Christian Grey!

Copertina del libro "Cinquanta sfumature di grigio"

Devo confessare che ho iniziato a leggerlo molto prevenuta. Pensavo fosse il classico fenomeno del "nel bene o nel male, purchè se ne parli!" e non volevo neppure scrivere la recensione, in quanto pensavo non ne valesse la pena, invece...
Inizio dicendo una cosa ovvia: inutile aspettarsi un capolavoro della letteratura, è abbastanza evidente che stiamo parlando di un libro romance un po' più hard del solito.
Ma in realtà E. L. James non ha fatto altro che scrivere quello che ogni donna sogna di fare, e cioè trovare un uomo bellissimo, ricchissimo, che si innamori di lei, e possibilmente che sia il prototipo del "bello e dannato".
Non raccontiamoci frottole: tutte, ma proprio tutte, nessuna esclusa, almeno una volta ci siamo innamorate del classico bastardo da salvare, perché eravamo assolutamente certe che ci saremmo riuscite!
Inoltre vorrei ricordare a tutte quelle che hanno scritto peste e corna di questo libro solamente perché parla di sesso estremo (o come lo volete chiamare), che non ha scritto niente di nuovo e niente di così spinto: provate a leggere qualcosa di De Sade oppure "Histoire d'O" e poi ne riparliamo.
Per tornare al libro in questione, è tutto quello che ci si aspetta da un libro così: è ben scritto, romantico, sexy e si fatica a riporlo sul comodino. Quindi nel suo genere le quattro stellette se le merita tutte.
E tanto di cappello all'autrice, perché scrivendo qualcosa di cui tante donne hanno paura a parlare sta facendo una barcata di soldi.
Mi dispiace soltanto che l'idea non sia venuta prima a me!

Adesso invece voglio il vostro parere, ovviamente anche sul libro, ma il mio interesse va soprattutto al rumore relativo al protagonista del film, che ormai è certo, si farà.
Secondo voi, chi è il futuro Christian Grey?
Sarà che questo attore mi piace, sarà perché l'ho subito immaginato così, ma per me Christian Grey è lui:

Matt Bomer
E pazienza se ha fatto outing, dichiarando apertamente di essere gay. Io continuo a vederlo così!
Aspetto i vostri commenti e le vostre opinioni!

venerdì 16 settembre 2011

Le Autostrade della Luna


Non si può dare un voto alle emozioni che suscita questo piccolo capolavoro. L'ho iniziato in una sala d'aspetto e mi sono resa conto che non era il modo giusto per leggerlo. Lo si deve leggere da soli o con qualcuno che sa capire le vostre emozioni. Alcune di queste poesie arrivano a lacerarti dentro, tanto sono vere.
Grazie Edda, per avermi permesso di vedere la tua anima.

venerdì 17 giugno 2011

Antonella, Fabrizio, Pinky e tutti gli amici anobiiani

Essendo una bookhaolic ne avevo sentito parlare in rete, poi ad aprile dello scorso anno mi sono iscritta anch'io su aNobii.
Inizialmente l'ho fatto per creare una sorta di archivio dei miei libri, di quando li ho letti etc.
Poi ho scoperto che poteva essere un simpatico salotto, dove parlare, scambiarsi opinioni, ridere e giocare.
Da quel giorno ho trovato tanti amici; alcuni li conosco personalmente, altri soltanto online, ma non per questo meno importanti.
Con Antonella è stato una sorta di colpo di fulmine. Entrambe amanti dei gatti ovviamente ci siamo incontrate in un gruppo gattofilo, parlando di gatti e librerie. Poi abbiamo iniziato a scriverci, ed abbiamo scoperto di avere tante cose che ci uniscono. A dicembre ci ha invitati a pranzo a casa sua (una casa splendida, molto Hold England...), a maggio invece lei e Sandro sono venuti da noi. Ormai è una delle persone che considero AMICA con tutte le lettere maiuscole!
Fabrizio è una persona fantastica, come anche la sua famiglia. Vive a Ribera, proprio quella delle arance, nella bellissima e assolata Sicilia. Come tutti i meridionali che ho avuto modo di conoscere, è molto generoso e trae molto piacere da questo. Non abbiamo ancora avuto la possibilità di incontrarci di persona, ma ci ha mandato i frutti della sua terra lo scorso inverno, una squisita enorme cassa di Arance DOP di Ribera. Ovviamente noi poi abbiamo contraccambiato!
Pinky, che dire di Pinky? Fantastica, incredibile, forte, tenace e chi più ne ha più ne metta! L'età di una signora non si dice mai, però lei alla sua fantastica età e nonostante qualche acciacco che le dà un po' di problemi, oltre a divorare libri, usa il pc in modo fantastico, tiene un blog e come se non bastasse scrive.
Le hanno appena pubblicato un libro di poesie dal titolo "Le Autostrade della Luna", un titolo che è già poesia.
Se leggendo la poesia che dà il titolo a questo volume riuscirete a non commuovervi,
allora o avete il cuore di pietra o state facendo finta.
Perché i sentimenti sono sempre gli stessi, e le persone sono sensibili
come quando si scriveva con la penna d’oca.
E il cuore non cambia così in fretta come si crede in quest’epoca di mode e velocità…
E poi ci sono Chicca, Bludaniela, Cuoredipanda, Ely642, Maredinverno, Ellyland, Nefer e tanti altri. Abbiamo organizzato degli scambi di segnalibri in occasione delle feste, un modo per essere vicini anche se siamo lontani. La più lontana penso sia Ellyland, che vive in Australia, però non manca mai!
Dimenticavo che devo un saluto speciale ed un grazie a Elisa (lei sà il perché...).
A volte è sufficiente un minuto per augurare buona serata o per dirsi buonanotte e poi tornare alle nostre letture.
Buone letture a tutti!

domenica 13 febbraio 2011

MEME 2010

Ci stiamo ormai avviando verso la primavera del 2011 e mi accingo a fare un MEME dedicato al 2010 e ai libri letti nel corso dell’anno passato. Alla compilazione del questionario, perché di questo si tratta, sono stata invitata da Strawberry e, come da regolamento, invito a mia volta altri 5 blog:


E ora ecco il Questionario:
Quanti libri hai letto nel 2010?
Anobii dice 24 per un totale di 8015 pagine
Quanti erano fiction e quanti no?
Quasi tutti.
Quanti scrittori e quante scrittrici?
Esattamente ed equamente divisi a metà, 12 e 12.
Il miglior libro letto?
Una scelta difficile: sul podio 2 libri: Oscar e la Dama in Rosa e La Ragazza dei Corpi
E il più brutto?
Su questo non ho dubbi: L'orribile attesa del Giudizio Universale
Il libro più vecchio che hai letto?
 Sicuramente Zia Mame
E il più recente?
Credo sia Il Bambino nella Valigia
Quale il libro col titolo più lungo?
Avevo 12 anni, ho preso la mia bici e sono partita per andare a scuola...
E quello col titolo più corto?
Zia Mame
Quanti libri hai riletto?
Lo scorso anno nessuno, anche se mi piace rileggere i libri che ho amato molto.
E quali vorresti rileggere?
Tanti che mi sono piaciuti e che sicuramente rileggendoli sapranno darmi ancora qualcosa.
I libri più letti dello stesso autore quest'anno?
Sono amante dei Thriller ed ho scoperto Chelsea Cain con i suoi due romanzi: La ragazza dei corpi e Un occhio perfettamente blu
Quanti libri scritti da autori italiani?
3 libri rispettivamente di Cecilia Randall, Alex Zanardi e Paolo Giordano.
E quanti dei libri letti sono stati presi in biblioteca?
Neppure uno. Amo acquistare i libri che leggo, con pochissime eccezioni: quelli prestatimi da mio fratello.
Dei libri letti quanti erano e-book?
Nessuno. Per ora continuo ad amare il profumo della carta stampata, anche se non mi dispiacerebbe provare.

Ecco qui, adesso sapete qualcosa in più su di me, spero che faccia piacere anche alle persone che inviterò compilare questo piccolo questionario.
A presto

lunedì 18 ottobre 2010

Zia Mame

Il libro che ho finito ieri è "Zia Mame" di Patrick Dennis.


Copertina del libro edito da ADELPHI
Mi è piaciuta molto la storia di questa donna eccentrica, dispotica ed incredibilmente simpatica e generosa.
È un libro che racconta

Le mie letture

Una delle cose a cui non potrei mai rinuciare è leggere. Non riesco a farne a meno, quando finisco un libro ne inizio subito un altro. È sempre stato così, fin da quando mi ricordo. Ho iniziato a leggere ancor prima di andare a scuola.
Quindi una delle cose di cui parlerò sono le mie letture, magari facendo anche qualche "recensione".